RISULTATI E AGGIORNAMENTI

Nella prima fase del progetto si è effettuata l’inversione generalizzata dei dati sismologici disponibili a scala regionale che ha consentito di calcolare una legge di attenuazione specifica per la regione.

  • Sono state condotte indagini geologiche e geofisiche in vari siti della regione al fine di produrre modelli di velocità delle onde elastiche da utilizzare a supporto di future modellazioni numeriche della risposta sismica locale.
  • L’UR7 ha sperimentato tecniche innovative basate sulla cross correlazione di segnali di rumore ambientale finalizzate alla caratterizzazione di sito



    SISMICA ATTIVA

    RICOSTRUZIONE DEL PROFILO DI VELOCITA’ DELLE ONDE SISMICHE ATTRAVERSO MISURE DI RUMORE NEL CENTRO STORICO DELL’AQUILA

    Questo lavoro ricostruisce il profilo di velocità (Fig. 1) rappresentativo per il centro storico dell’Aquila (settore sud). Il profilo stratigrafico cosi’ ottenuto è stato usato per operare una deconvoluzione del mainshock del 2009 registrato in superficie all’Aquila (alla stazione AQK); lo scopo delle deconvoluzione è stato quello di stimare il moto sismico al bedrock (Fig. 2).
    Nello specifico, diverse stazioni sismometriche sono state installate nel centro storico dell’Aquila con diverse geometrie 2-D. Le stazioni hanno registrato in contemporanea diverse ore di vibrazioni sismiche ambientali. Tecniche array, applicate alla componente verticale del moto, hanno consentito di estrarre la velocità di fase apparente (curva di dispersione) delle onde superficiali tipo Rayleigh. Tramite un algoritmo di inversione congiunta della curva di dispersione e della frequenza di risonanza del sottosuolo, tenendo anche conto dei risultati della recente microzonazione sismica, si è ottenuto un profilo medio di velocità 1-D del sottosuolo aquilano (Fig. 1). Il bedrock sismico è stato stimato ad una profondità di circa 260-300 m dal piano campagna (Fig. 1).
    La funzione di trasferimento teorica 1-D ottenuta dal profilo di velocità di Fig. 1 mostra un buon accordo con la funzione di trasferimento sperimentale. Quest’ultima è stata calcolata come rapporto spettrale rispetto un sito di riferimento considerando gli aftershocks registrati durante la sequenza aquilana del 2009.
    La deconvoluzione (Fig. 2) -dal moto sismico registrato in superficie al moto sismico registrato al livello del bedrock sismico- è stata effettuata con un approccio 1-D equivalente-lineare tramite opportuni codici di calcolo (EERA e STRATA), tenendo conto nell’analisi sia delle incertezze sul profilo di velocità sia del comportamento non-lineare del suolo. Il moto deconvoluto al livello del bedrock può essere usato per valutare il moto sismico in qualsiasi sito target, a patto che si dispongano di adeguate informazioni sulle proprietà geofisiche/geotecniche del profilo stratigrafico locale.

    Fig. 1. Modello di velocità delle onde di taglio (Vs) per il centro storico dell’Aquila, stimato da registrazioni di vibrazioni sismiche ambientali tramite tecniche array. Il modello medio è indicato dalla linea continua nera.
    fig.1
    Fig. 2. Moto deconvoluto al livello del bedrock sismico usando il codice EERA (pannello superiore) e il codice STRATA (pannello al centro). Il pannello inferiore mostra la registrazione del mainshock aquilano del 2009 (alla stazione AQK installata nei pressi del Terminal Collemaggio).

    fig.2

    Reference: Giuseppe Di Giulio, Iolanda Gaudiosi, Fabrizio Cara, Giuliano Milana and Marco Tallini – “Shear-wave velocity profile and seismic input derived from ambient vibration array measurements: the case study of downtown L’Aquila” in Geophysical Journal International, 2014