OBIETTIVI E METODI

  • Calibrazione di scenari scuotimento utilizzando i dati e le informazioni sismologiche disponibili per il terremoto aquilano del 2009 e successiva realizzazione di scenari per alcune aree abruzzesi ad elevato rischio sismico.
  • Contributo alle attività di microzonazione sismica promosse dalla regione abruzzo tramite approfondimenti in zone caratterizzate da elevata complessità geologica e potenzialmente esposte ad importanti fenomeni di amplificazione sismica locale
  • Studi finalizzati alla valutazione del potenziale di liquefazione dei terreni in aree ad elevato rischio sismico
  • Realizzazione di un webgis a scala regionale contenente elementi utili alla valutazione della risposta sismica locale

    Metodi
    1. Tecniche d’inversione generalizzata di dati sismologici per valutare il contributo della sorgente sismica (parametri di sorgente degli eventi), della propagazione a scala regionale (valutazione dell’attenuazione), dell’amplificazione locale, sul moto sismico registrato al sito.

    2. Tecniche di simulazione del moto sismico con approcci ibridi che includano una modellazione deterministica dello scuotimento a bassa frequenza ed una modellazione stocastica ad alta frequenzageologici e geomorfologici, sia a scala territoriale che locale, per pervenire ad una quantificazione del contributo della litologia e della morfologia locale all’incremento della pericolosità sismica al substrato rigido e/o alla variazione della risposta sismica locale. A tal fine verranno condotti rilievi in sito e da foto aerea, e saranno impiegati strumenti schedografici per la raccolta e l’elaborazione di dati geologici, geomorfologici e geotecnici. In siti di particolare interesse (scientifico, storico-artistico, strategico, pubblico) verranno condotti approfondimenti mediante l’esecuzione di indagini geognostiche.


    3. Tecniche di prospezione sismica basate sulla tomografia ad alta risoluzione in trasmissione per onde P ed S al fine di caratterizzare in termini sia di geometria che di velocità di propagazione delle onde sismiche i terreni soffici di copertura in bacini sedimentari.


    4. Tecniche basate sull’acquisizione di dati con array sismici mono e bidimensionali per lo studio delle caratteristiche dispersive delle onde superficiali in bacini sedimentari. Si utilizzeranno sia sorgenti attive che passive per allargare il campo di frequenze investigate e, conseguentemente, le profondità di indagine.


    5. Raccolta di dati di vibrazione ambientale a stazione sismica per l’individuazione delle frequenze di risonanza dei terreni soffici di copertura. L’inversione congiunta dei dati di array e dei dati a stazione singola permetterà di meglio vincolare i modelli di sottosuolo ottenuti.


    6. Indagini geofisiche dirette in situ (prove CPTU e SDMT) finalizzate alla determinazione del potenziale di liquefacibilità dei terreni.


    7. Analisi geologiche volte alla valutazione dello stato di fratturazione degli ammassi rocciosi e alla stima dell’instabilità dei versanti potenzialmente in frana.


    8. Modellazione numerica mono e bidimensionale della risposta sismica calcolata su sezioni geologiche ben calibrate al fine di valutare la risposta sismica di un sito. Si cercherà comunque sempre di valutare i risultati della modellazione numerica attraverso un loro confronto con dati sismologici disponibili o acquisiti tramite reti temporanee di stazioni sismiche.