OBIETTIVI E RISULTATI ATTESI

Il progetto intende dare risposte concrete alla domanda di maggior conoscenza e sicurezza che viene dall’Abruzzo, fornendo rinnovate ed ampliate basi scientifiche e nuovi strumenti operativi utili sia alla ricostruzione delle aree colpite dal terremoto del 6 Aprile 2009, sia alla difesa da ulteriori terremoti che potrebbero colpire il territorio abruzzese in futuro. La comunità scientifica ha infatti accertato da tempo l’elevata pericolosità sismica di molte porzioni di questa regione. La mappa di pericolosità sismica al "bedrock" realizzata dall’INGV nel 2004 ha quantificato i livelli di accelerazione di picco (PGA) per differenti periodi di ritorno attesi, evidenziando valori tra i più alti d’Italia in tutta la fascia appenninica del territorio regionale.

Se da un lato la comunità scientifica ha l’occasione di migliorare sostanzialmente le conoscenze scientifiche sul fenomeno fisico del terremoto, sulle strutture sismogenetiche che lo determinano, sugli effetti che esso produce sull’ambiente fisico e sul costruito, dall’altro lato la Regione Abruzzo ha necessità nell’immediato di ricevere indicazioni necessarie alla progettazione degli interventi di ricostruzione e nel periodo più lungo di veder attuate sul suo territorio una serie di iniziative volte alla messa a punto di politiche di prevenzione che abbiano una solida base scientifica. L’attività prevista per il Progetto Abruzzo è improntata all’ampliamento delle basi di conoscenza e alla elaborazione di nuovi strumenti operativi utili per la messa a punto di efficaci politiche di prevenzione su tutto il territorio regionale. Il Progetto favorisce lo sviluppo di tali politiche basandosi su tre pilastri fondamentali: la conoscenza del territorio e degli elementi soggetti al rischio, la definizione dei livelli di azione sismica attesi, l’elaborazione di scenari di scuotimento. La costruzione di questi pilastri rende possibile effettuare una precisa pianificazione territoriale, consentendo di procedere ad una puntuale e ragionata allocazione delle risorse finanziarie per la mitigazione del rischio sismico, e quindi di svolgere la verifica sismica degli edifici di maggiore importanza o criticità, secondo quanto previsto anche dalle nuove Norme Tecniche per le Costruzioni.

La pubblicazione della OPCM n. 3907 del 13 novembre 2010 "Contributi per gli interventi di prevenzione del rischio sismico", nella sezione in cui tratta del finanziamento di Studi di microzonazione sismica, ha parzialmente modificato e, in qualche modo evidenziato, gli obiettivi del Progetto, identificando i professionisti incaricati di tali studi e le amministrazioni che li hanno commissionati come destinatari certi delle conoscenze e degli strumenti che il Progetto fornisce.

Le sette Unità di Ricerca (UR) che operano nel Progetto concorrono tutte, in forme diverse ma coordinate, al raggiungimento di questi obiettivi

Ciò premesso, questo progetto si propone di:

  • rianalizzare criticamente la pericolosità sismica dell’Abruzzo, con particolare attenzione alla fascia appenninica, identificando, con metodologie di analisi (geologica e geomorfologica) tradizionali e geofisiche innovative, le strutture sismogenetiche e le faglie attive superficiale associate, che, anche in relazione alle conoscenze sui grandi terremoti del passato, potranno causare forti terremoti in futuro;

  • identificare le aree più esposte allo scuotimento da futuri terremoti, in particolare valutando anche quelle porzioni del territorio nelle quali c’è da attendersi significativi effetti locali (amplificazione sismica, liquefazione, fagliazione superficiale, fatturazione cosismica, ecc.) che discostino significativamente la risposta sismica di alcune località dalla media della altre (caratteristico a questo riguardo l’esempio del paese di Onna);

  • selezionare centri storici, edifici pubblici e strategici, monumenti che si presentano particolarmente vulnerabili in relazione al livello di pericolosità a cui sono esposti, alle loro caratteristiche costruttive e al loro stato di conservazione;

  • procedere ad indagini di dettaglio (geognostiche, geofisiche, sismologiche) per i siti di ubicazione di alcuni centri storici e di alcuni edifici di particolare importanza e/o pregio, muovendosi all’interno di una cornice di riferimento normativo costituito dalle Norme Tecniche per le Costruzioni (D.M. 14 gennaio 2008), dalla Direttiva del 12 Ottobre 2007 "Linee Guida per la valutazione e la riduzione del rischio sismico del patrimonio culturale" recentemente armonizzate con le Norme Tecniche per le Costruzioni, e dagli "Indirizzi e criteri per la microzonazione sismica" emanati nel 2009 dal Dipartimento per la Protezione Civile ;

  • predisporre scenari deterministici di pericolosità e di rischio sismico, definire graduatorie di rischio sismico per edifici pubblici, strategici e monumentali, rivalutare i livelli di pericolosità sismica su base probabilistica alla luce delle nuove conoscenze sismotettoniche e sismologiche che il progetto raggiungerà



Risultati attesi:

I risultati attesi avranno un’evidente ricaduta sulle politiche di prevenzione e mitigazione del rischio: saranno aggiornati e verificati i livelli di pericolosità sismica da utilizzare nella progettazione agli stati limite previsti dalle Norme Tecniche per le Costruzioni nelle aree interessate dalla ricostruzione post-sisma, nelle verifiche sismiche di edifici strategici e pubblici, nella valutazione del rischio di beni monumentali secondo le Linee Guida emanate dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali. Ulteriori studi, da sviluppare in interazione con il settore ingegneristico, saranno condotti per l’analisi del danneggiamento prodotto dal terremoto aquilano e per la definizione di graduatorie di rischio sismico regionali. Pertanto, gli obiettivi generali del progetto includono non solo un deciso avanzamento delle conoscenze scientifiche per l’area abruzzese, ma anche la messa a punto di metodologie e la realizzazione di prodotti originali che abbiano sicura applicabilità per la salvaguardia della vita umana e la difesa delle strutture antropiche.

  1. Miglioramento delle conoscenze sismotettoniche delle aree in studio, con particolare riferimento alle strutture crostali presenti nello strato sismogenetico.

  2. Identificazione delle faglie attive, con particolare attenzione a quelle ubicate nei pressi di centri abitati ed infrastrutture e a quelle capaci.

  3. Miglioramento delle conoscenze sulla propagazione delle onde sismiche nel territorio abruzzese, nei bacini sedimentari quaternari e nei terreni di copertura più superficiali, presenti nei siti di ubicazione dei centri storici e degli edifici esaminati.

  4. Analisi del danneggiamento in aree interessate dal terremoto del 6 aprile 2009 e studio dei possibili effetti di amplificazione sismica che hanno determinato incrementi "anomali" del danno strutturale, con particolare riferimento ai Beni Culturali.

  5. Caratterizzazione fisico-meccanica e geofisica dei depositi di copertura e del substrato mediante l’esecuzione di sondaggi geognostici con prelievo di campioni indisturbati sui quali eseguire prove di laboratorio per la caratterizzazione delle terre sia in campo statico che dinamico, l’esecuzione di prove geognostiche in sito per la caratterizzazione di terre e rocce, l’esecuzione di indagini geofisiche, mediante geoelettrica, georadar, gravimetria, sismica attiva e passiva (rifrazione, tomografia, down-hole, cross-hole, MASW, SASW, Microtremori) per la valutazione delle geometrie dei depositi nel sottosuolo, dei profili di velocità delle onde di compressione e di taglio e delle frequenze caratteristiche delle aree esaminate.

  6. Caratterizzazione geologica, geomorfologica, geotecnica e geofisica dei terreni presenti nei siti di ubicazione dei centri storici e degli edifici esaminati, per la messa a punto di modelli litotecnici e geofisici di sottosuolo, semplificati o di dettaglio, per analisi di risposta sismica locale. Tale attività prevedrà la raccolta bibliografica presso Enti Locali, società e liberi professionisti di dati stratigrafici, geomorfologici, geotecnici e geofisici, rilievi in sito, rilievi da foto aerea, esecuzione di indagini geognostiche e geofisiche, prove di laboratorio su campioni di terreno. Particolare attenzione verrà posta nello studio della geometria dei bacini sedimentari quaternari.

  7. Valutazione della vulnerabilità sismica, finalizzata all’analisi del rischio sismico a livello territoriale (per la programmazione territoriale e per la messa a punto di graduatorie di rischio) e di dettaglio (per la definizioni di interventi di miglioramento sismico). Questa attività e i prodotti associati saranno realizzata in stretta collaborazione con il settore ingegneristico.

  8. Rivalutazione della pericolosità sismica al "bedrock" mediante approccio probabilistico, per la definizione dei livelli di pericolosità da utilizzare nella progettazione sismica ai sensi delle Norme Tecniche per le Costruzioni.

  9. Messa a punto di scenari deterministici di pericolosità sismica a scala comunale.

  10. Valutazioni di microzonazione sismica per alcuni centri abitati esposti a livelli particolarmente elevati di pericolosità sismica o ad elevata vulnerabilità strutturale.

  11. Analisi di rischio sismico del patrimonio edilizio e definizione di aree ed edifici con priorità di intervento per la messa in sicurezza. Questa attività e i prodotti associati saranno realizzata in stretta collaborazione con il settore ingegneristico.

  12. Realizzazione di una banca dati georeferenziata contenente tutti i dati raccolti nel progetto.

  13. Creazione di una piattaforma tecnologica WebGis per la consultazione e condivisione dei dati raccolti e/o elaborati.