RESULTS

  • Dall’UR1:

    - Coordinamento della partecipazione INGV alla NOTTE DEI RICERCATORI 2015 - SHARPER DELL’AQUILA. Successo dello stand e oltre 25.000 visitatori all’evento.
    - Collaborazione all’interno delle attivit√† INGV previste per il Centenario del terremoto della Marsica 1915 - 2015.
    - Coordinamento della partecipazione INGV alla NOTTE DEI RICERCATORI 2014 - SHARPER DELL’AQUILA. Successo dello stand e oltre 20.000 visitatori all’evento.
    - Coordinamento della SUMMER SCHOOL AIQUA sulla Geologia del Quaternario, Ottobre 2014.
    - Realizzazione e lancio del nuovo sito web del Progetto Abruzzo.

  • Dall’UR2:

    - I primi mesi di ricerca hanno consentito di ricostruire la storia sedimentaria del bacino dell’Aquila caratterizzato da una fase antica con la formazione di un paleo-lago, seguita da una fase con un ambiente di tipo fluviale e alluvionale;
    - Le proprietà paleomagnetiche hanno permesso di fornire un intervallo di età per queste due fasi;
    - Le datazioni della materia organica indicano un elevato tasso di sedimentazione per i primi metri di sondaggio, probabilmente legato alle continue esondazioni dell’Aterno.
    I risultati principali sono stati presentati in due convegni scientifici a S. Francisco (USA) e Merida (Messico), mentre quelli relativi alla campagna di aeromagnetismo sono in corso di acquisizione.


  • Dall’UR4:

    Nella fase di ricerca dei siti in cui installare la strumentazione per la realizzazione della rete interferometrica sono state effettuate misure simultanee del campo magnetico tra l’osservatorio di Preturo e 6 siti distribuiti intorno a L’Aquila al fine di determinare la distribuzione spaziale del rumore elettromagnetico di fondo.
    Queste misure sono state anche utilizzate per determinare la struttura di conducibilità elettrica nella zona centrale della crosta terrestre, tra 6 e 20 km di profondità, in 3 dei 6 siti in cui sono state condotte le indagini.

  • Dall’UR5:

    LA MEDIA VALLE ATERNO IN 3D
    Pubblicato l’articolo "Imaging the structural style of an active normal fault through multidisciplinary geophysical investigation: a case study from the Mw 6.1, 2009 L’Aquila earthquake region (central Italy)" di carattere multi-disciplinare volto a determinare con metodi geofisici integrati l’assetto strutturale di una piccola valle sviluppatasi lungo il sistema di faglie attive di San Demetrio ne’ Vestini. Il lavoro √® stato svolto nell’ambito del progetto Firb-Abruzzo con la sinergia delle UR5 e UR7, e in collaborazione con il personale di Roma1 e Roma2.

    TOPOGRAFIA DI ALTISSIMA RISOLUZIONE DA DATI LIDAR E FAGLIE ATTIVE
    Il LiDAR (acronimo dall’inglese Light Detection and Ranging) è un metodo affermato per acquisire dati topografici estremamente densi e accurati nei più diversi ambienti, dalla terraferma alle aree costiere fino alle zone di basso fondale. Il LiDAR è una tecnica di telerilevamento attivo che utilizza la luce, sotto forma di impulsi laser, per misurare la distanza da un oggetto. Questi impulsi di luce sono in grado di generare precise informazioni tridimensionali sulla morfologia di un territorio e sulle caratteristiche della superficie terrestre. Le potenzialità di questo strumento permettono agli scienziati ed ai professionisti della pianificazione territoriale di studiare sia l’ambiente naturale che le modificazioni antropiche ad esso apportate attraverso un’ ampia gamma di scale, con grande accuratezza, precisione e flessibilità. In particolare, la tecnologia LiDAR è comunemente utilizzata per produrre mappe ad alta risoluzione con applicazioni in geologia, geomorfologia, scienze forestali ed ambientali, archeologia, ecc. Il progetto Abruzzo ha utilizzato, per la prima volta in Italia, una topografia ad alta risoluzione (1 metro) derivata da rilievi LiDAR aerei per l’identificazione e la mappatura di dettaglio delle faglie attive nell’area colpita dal terremoto dell’Aquila del 6 aprile 2009. Il primo prodotto che è stato preparato con questi dati è una mappa molto accurata delle tracce delle faglie attive che bordano il fianco NE della Media Valle del fiume Aterno e formano un sistema deformativo complesso, che è l’espressione in superficie della faglia sismogenetica responsabile del terremoto del 6 aprile. Questa faglia si estende per una lunghezza di quasi 20 km al di sotto del bacino fino a profondità di una decina di km.

    REALIZZAZIONE DELLA NUOVA MAPPA GEOLOGICA IN SCALA 1:25.000 dell’ area epicentrale del sisma del 2009 dell’Aquila.



  • Dall’UR6:

    SHINE: un’applicazione web per determinare la direzione dello stress orizzontale da diversi tipi di dati (es. faglie, meccanismi focali, breakout, ecc...)


  • Dall’UR7:

    Nella prima fase del progetto si è effettuata l’inversione generalizzata dei dati sismologici disponibili a scala regionale che ha consentito di calcolare una legge di attenuazione specifica per la regione.
    - Sono state condotte indagini geologiche e geofisiche in vari siti della regione al fine di produrre modelli di velocità delle onde elastiche da utilizzare a supporto di future modellazioni numeriche della risposta sismica locale.
    - L’UR7 ha sperimentato tecniche innovative basate sulla cross correlazione di segnali di rumore ambientale finalizzate alla caratterizzazione di sito

    Pubblicato su Annals of Geophysics di marzo 2015 il lavoro di monitoraggio sismico sulla chiesa delle Anime Sante a L’Aquila.