PROGETTO ABRUZZO

PROGETTO ABRUZZO - Indagini ad alta risoluzione per la stima della pericolosità e del rischio sismico nelle aree colpite dal terremoto del 6 aprile 2009

Il Progetto Abruzzo nasce nelle settimane successive al terremoto aquilano del 6 aprile 2009 con l’obiettivo di dare risposte concrete alle richieste di maggiore conoscenza e sicurezza sorte in Abruzzo a seguito dell’evento sismico.

L’evento del 2009 ha tragicamente portato all’attenzione di tutto il Paese la necessità di una capilare opera di prevenzione in tutte le aree ad elevato rischio sismico, tra cui appunto troviamo l’Abruzzo. Allo stesso tempo però ha rappresentato una formidabile occasione di progresso scientifico in una comunità sismologica ormai matura (anche se giovanissima) come quella italiana. Attraverso il Progetto Abruzzo, l’INGV - Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia ha deciso di impegnare la propria esperienza negli studi sul terremoto del 6 aprile, analizzarla a fondo, raffinarla e riproporla come metodo di lavoro da usare "in tempo di pace" per la mitigazione del rischio sismico in tutta la regione abruzzese, e potenzialmente in tutte le numerose aree sismiche del territorio italiano.

Il Progetto, operando attraverso 7 Unità di Ricerca, coinvolge giovani ricercatori, assegnisti di ricerca, dottorandi e personale di ruolo dell’INGV e svolge attività in collaborazione con gli atenei abruzzesi (UniAQ e UniCH), con il CNR, l’ISPRA, il Dipartimento della Protezione Civile, la Regione Abruzzo, le amministrazioni locali, i professionisti.

Il nuovo modello d’intervento per la prevenzione nelle Regioni ad elevate sismicità, proposto dal Progetto Abruzzo, vede l’INGV al centro di una forte sinergia tra tutte le componenti del territorio e si esplica secondo due line d’azione principali:
- da un lato migliorando con sistematicità il livello delle conoscenze sulla sismogenesi dell’Abruzzo, sulla sua struttura crostale, sulla propagazione del moto sismico e sulla risposta sismica attesa nelle aree di insediamento, elaborando scenari di scuotimento per tutto il territorio regionale ed evidenziando elementi per la mitigazione del rischio sismico;
- dall’altro proponendosi come aggregatore e divulgatore di conoscenze su tutti gli elementi di fragilità ambientale necessarie per la microzonazione sismica a scala comunale, sia derivanti dal Progetto stesso che acquisite nel tempo da altri organi e agenzie o dai professionisti stessi.

E’ auspicabile che l’ulteriore sviluppo di questo modello possa trovare una collocazione stabile nei future piani operativi e finanziari delle amministrazioni interessate, come esempio virtuoso di messa a frutto del grande patrimonio scientifico e culturale italiano per la mitigazione dei rischi naturali, in Abruzzo come nel resto del nostro Paese.

Perchè a L’Aquila? L’INGV ha un’antica tradizione di studi e osservazioni condotte in Abruzzo. Il Forte Spagnolo, purtroppo danneggiato dal terremoto, già prima del 2009, ospitava strumentazione tecnologicamente avanzata appartenente alla Rete Sismica Nazionale, alla rete mediterranea a larga banda MedNet e alla rete magnetica mondiale Intermagnet. L’eccezionalità del nuovo impegno assunto con il Progetto Abruzzo ha motivato l’apertura di una moderna e più ampia sede operativa posta nel cuore del centro storico della città, non lontano da Piazza Duomo. Oltre a ospitare le varie attività scientifiche previste dal Progetto, la nuova sede intende essere un punto di riferimento per cittadini e istituzioni, attraverso una serie di iniziative tra cui seminari aperti alla popolazione, incontri tecnici aperti a professionisti e amministrazioni e workshops scientifici anche a carattere internazionale.